La consultazione familiare

Chi sono i destinatari della consultazione familiare

La situazione in cui la consultazione familiare è più utile è la fase di valutazione iniziale di persone che non richiedono esplicitamente aiuto e non definiscono il proprio malessere come un bisogno di cura. Ad esempio è utile nel caso di genitori preoccupati per un figlio adolescente/giovane adulto o per un bambino.

Maggiori difficoltà in adolescenza:

  • Fobia scolare
  • Ritiro sociale
  • Disturbi del comportamento alimentare
  • Difficoltà relazionali
  • Conflitti estremi con le figure genitoriali
  • Disturbi d’ansia
  • Disturbi dell’umore
  • Disturbi comportamentali
  • Disturbi correlati ad eventi traumatici e stressanti
  • Dipendenza da sostanze

Maggiori difficoltà durante l’infanzia

  • Difficoltà scolastiche
  • Difficoltà nello sviluppo cognitivo, affettivo e relazionale
  • Disturbi dell’attenzione
  • Disturbi dello spettro autistico
  • Disturbi specifici dell’apprendimento
  • Disturbi correlati ad eventi traumatici e stressanti

Perchè vedere tutta la famiglia?

La famiglia è una risorsa. Aiuta ad analizzare le dinamiche in cui il soggetto sofferente è inserito, la storia che ha avuto, le modalità con cui i suoi familiari si sono relazionati con lui e lui con loro.

La seduta familiare è un ottimo contesto per ottenere una descrizione accurata del problema, e nel contempo, della vita del paziente, che così si sente pensato dai suoi. Insieme a loro poi potrà condividere le storie dei familiari e quelle delle famiglie d’origine.

La seduta familiare permette di far vivere alla famiglia un’esperienza correttiva e a volte anche unica dando al ragazzo in crisi la possibilità di parlare alla presenza dei suoi genitori, chiedendogli sia di lui che del rapporto che ha con i familiari. Inoltre facilita il crearsi di un contesto di riflessione in cui i familiari s’interrogano collettivamente sulla storia del loro rapporto con quel figlio/fratello/sorella.

Permette la possibilità di aprire nuovi percorsi riconcilianti e chiarire antichi misconoscimenti, infatti chiedere al genitore di raccontare al terapeuta, ma alla presenza del coniuge e dei figli, la storia della sua infanzia, le sue gioie e le sue fatiche, il rapporto con i suoi genitori, cosa ha ricevuto di buono da loro ma anche le ferite e le cicatrici, permette di vedere in quel genitore o coniuge il bambino che è stato.

Sono preoccupato/a per mio figlio/a ma rifiuta un aiuto psicoterapeutico, cosa faccio?

Nel caso di un adolescente che rifiuta l’incontro si istruirà il genitore richiedente su come chiedere al ragazzo/a di provare a venire con loro almeno un’unica volta per sentire il parere di esperto.

La resistenza dell’adolescente nei confronti della psicoterapia è un atteggiamento fondamentalmente sano, in quanto il fatto stesso di essere condotto in terapia comporta un implicito attacco alla sua autostima. La collaborazione della famiglia consente una migliore gestione di questa ferita.

Come funziona la consultazione familiare?

Dopo 2 colloqui preliminari in cui si accoglie la domanda si passa alla fase di consultazione che consiste in:

  • 5/7 incontri ad intervalli mensili
  • Durata prevista: 6 mesi circa
  • Presenza di due terapeuti
  • Vari formati di incontri (solo genitori, genitori e figli, genitore e un figlio, solo fratelli)

Qual è l’obiettivo?

Valutazione del problema e delle risorse per affrontarlo e indurre un cambiamento positivo.

Ricostruzione condivisa del processo che ha indotto lo stato attuale di malessere, dunque cercare di comprendere l’origine delle difficoltà del membro della famiglia con la testimonianza di tutti.

Cosa succede dopo?

Al termine dei colloqui di consultazione se ne osserveranno i risultati ed eventualmente si deciderà insieme se vi è il bisogno di intraprendere un percorso terapeutico vero e proprio.

 

Una volta terminata la consultazione familiare si prosegue vedendo tutta la famiglia insieme?

No, non sempre e non necessariamente

Il percorso psicoterapeutico successivo alla fase di consultazione può evolversi in differenti setting:

  1. La terapia familiare in cui prevalgono le sedute familiari
  2. La terapia parallela, basata sull’alternanza tra sedute individuali per il paziente, e sedute familiari (all’interno delle quali posso alternarsi formati differenti di incontro, solo genitori, solo fratelli,  genitore/figlio)
  3. La terapia individuale di uno o più membri adulti della famiglia quale esito della terapia familiare

Contatti per la consultazione familiare

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