Il disturbo ossessivo compulsivo: caratteristiche e trattamento

Articolo della Dott.ssa Paola Graziano

Le ossessioni e le compulsioni nel DOC (disturbo ossessivo compulsivo)

Il disturbo ossessivo compulsivo (DOC) è caratterizzato dalla presenza di ossessioni e/o compulsioni, la parola ossessione deriva dal latino “obsessio” ovvero assedio, etimologia che descrive molto bene la persistenza dei pensieri ossessivi, mentre la parola compulsione deriva dal latino “compulsare” che letteralmente si traduce con spingere.  

Le ossessioni possono essere descritte come: pensieri, immagini o impulsi che si verificano in modo ripetitivo, vengono percepite come incontrollabili da chi le sperimenta e sono accompagnate da intense emozioni come la paura, l’ansia o il disgusto, gli sforzi per controllarle hanno un successo solo momentaneo.

Le compulsioni, anche dette rituali, sono comportamenti o azioni mentali ripetitive che la persona mette in atto sentendosene obbligato, in risposta a un’ossessione.

Vengono attuate dal paziente in risposta al disagio procurato dall’ossessione.

In generale quasi tutte le compulsioni tendono a diventate nella vita dell’individuo rigide regole di comportamento e possono consistere in azioni come: lavarsi le mani, controlli ripetuti, gesti; oppure in azioni mentali come: pregare, ripetere formule, contare.  

L’obiettivo del mettere in atto la compulsione è quello di ridurre il disagio provocato dalle ossessioni o impedire che un evento temuto possa avverarsi, anche se effettivamente l’azione compiuta può non essere collegata in alcun modo a tale evento, ad esempio il paziente può dover contare un numero preciso di volte i libri sulla libreria di casa per evitare che accada qualcosa di brutto ad un parente. 

Trattamento del disturbo ossessivo compulsivo: la psicoterapia cognitivo comportamentale

La terapia cognitivo comportamentale risulta ad oggi il trattamento d’elezione per il DOC, questo tipo di terapia si muove su due binari: quello che agisce sui processi cognitivi ovvero di pensiero, e quello che agisce direttamente sul comportamento del paziente.

Questo tipo di terapia ha sicuramente un carattere psicoeducativo, in particolare nella fase iniziale, che ha lo scopo di normalizzare il vissuto della persona e chiarire quali sono i meccanismi attraverso cui il disturbo si autoalimenta. Viene spiegato al paziente come i pensieri ossessivi, nel loro contenuto, siano un’esperienza comune ad ogni individuo e che la loro attenzione e la loro attribuzione di significato negativo li rende per il paziente così disturbanti.

Punti centrali del trattamento saranno: la ristrutturazione cognitiva; la comprensione del ruolo delle compulsioni, della neutralizzazione e dell’evitamento; gli esperimenti comportamentali e la prevenzione delle ricadute.

La tecnica comportamentale di maggiore efficacia del DOC è l’esposizione con prevenzione della risposta (ERP): si tratta della tecnica risultata migliore in quanto a efficacia clinica che consiste nell’ impedire l’emissione dei comportamenti ritualistici durante l’esposizione allo stimolo temuto. I dati scientifici rilevano una percentuale di successo intorno al 70% con una maggiore efficacia proprio sulle compulsioni.

Nella prevenzione delle possibili ricadute future sarà poi fondamentale lavorare sui fattori che producono stress nella vita dell’individuo, migliorare le abilitò di fronteggiamento e problem solving e ricercare nella rete sociale e familiare della persona tutto il sostegno possibile.

Bibliografia

  • American Psychiatric Association (2014). DSM 5. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Raffaello Cortina Editore.
  • Abramowitz J.S. (2006). Disturbo ossessivo compulsivo.  Giunti.
  • Déttore D. (2002). Il disturbo ossessivo compulsivo. McGraw-hill.
  • Mancini, F. (2016). La mente ossessiva. Curare il disturbo ossessivo-compulsivo. Raffaello Cortina Editore